METTIAMOCI SOTTOSOPRA!! | Roberta Martini

METTIAMOCI SOTTOSOPRA!!

Pubblicato il 25 Febbraio 2022 in Syntropia

Un soffice manto per una nuova semina: lo Smartworking

Che strano ….. si sono scritti fiumi di parole su questo argomento ed ora più nulla.

Le argomentazioni passate presentavano differenti considerazioni e conclusioni ma con un fil rouge comune: partire dalla prospettiva di osservazione di cosa prima o dopo la pandemia fosse meglio.

Personalmente voglio ripescare questo tema perché, ora, è più che mai attuale.

Il concetto di “migliore” ha sempre connotato un obiettivo da raggiungere. In una gara di nuoto è migliore chi arriva prima al traguardo. Rispetto al tema dello smartworking, invece, cosa vuol dire “migliore”? Qual è l’obiettivo dello smartworking?

La letteratura al riguardo ci dice:” lo smartworking è prevalentemente una modalità di lavoro flessibile che richiede alcuni fondamentali presupposti organizzativi per poter sussistere”. Questi, a mio avviso, si connotano in una forma organizzativa che specifica la comunità organizzativa:

  • non riconosce le gerarchie, fondate su centri di comando e funzioni concentrate, ma favorisce relazioni democratiche diffuse e decentralizzate
  • può essere considerata solo nella sua interezza e non attraverso l’analisi e la scomposizione dei suoi elementi di base
  • ha un approccio strategico che punta sull’integrazione e sulla collaborazione tra le persone
  • possiede (raggiunge) risultarti di business che sono espressione della massima potenzialità individuale e collettiva
  • gestisce le priorità e peculiarità tecnologiche, di processo, culturali e manageriali con un metodo multidisciplinare
  • favorisce un nuovo modo di lavorare focalizzato su un miglior bilanciamento tra qualità della vita e produttività individuale, con risvolti positivi sul benessere individuale e collettivo (venir meno della sindrome dello status).

 

Abbiate una trasparenza di scelta che diventi testimonianza

Questo vorrei dire alle aziende

Cancellare lo smartworking, appena svanisce lo stato di “emergenza”, concederlo con il controllo oppure implementarlo verificando l’impatto sui profitti, a me sembra non cogliere che questa nuova modalità non è solo e semplicemente uno strumento.

Il rischio possibile così facendo:

E’ diventare un’organizzazione che si inaridisce,

è un passo in discesa,

è avere radici in superficie,

è appassire alla prima difficoltà….

Lo smartworking è un nuovo modo di pensare, sentire e agire.

 

Non nascondetevi nello smartworking!

Questo vorrei condividere con le persone che abitano lo smartworking

Rivendicare il proprio malessere lavorativo, perdendo una motivazione profonda, come se fossero semplicemente delle vittime delle organizzazioni e non co-artefici di questi sistemi organizzativi viventi, è perdere la propria possibilità di identificarsi con le cose vere della vita per identificarsi con gli aspetti della banalità nel dire, nel fare e nel pensare….

E’ rinunciare a scegliere quando esserci e dove esserci,

Non si cerca più,

Non ci si sofferma più,

non si cresce più….

 

E allora mettiamoci tutti sottosopra, convergiamo verso un nuovo obiettivo!